lunedì 4 febbraio 2013

Dammi tre parole

L'altro giorno mi sono imbattuta per caso nel blog ToWriteDown di Grazia, e ho trovato un post che ho letto con molto interesse. Si parla di come le critiche possano costituire un freno alla creatività di una persona, poichè la paura del giudizio altrui su quello che si mette in mostra di sè può portare a una sensazione di vergogna e ad evitare la creazione.
Quel che ho letto ha toccato un punto dolente dentro di me, perchè, andando oltre all'aspetto creativo, che era quello di cui si parlava in quel post, so benissimo che la paura del giudizio altrui mi ha impedito molte, molte volte di espormi, nella vita privata come nella vita professionale, precludendomi così numerose possibilità e occasioni di successo. Sul perchè, ci sto lavorando, e non è facile. Sto cercando di capire da dove arriva questo timore così radicato per vedere di estirparlo e liberarmene, almeno in parte. Anche questo blog è per me un esercizio, in questo senso.


Nella seconda parte del post Grazia propone un semplice esercizio di creatività, cioè scrivere un racconto che contenga tre parole: animale, divorziare, asola. Queste parole possono essere usate in senso stretto o come concetto richiamato, al singolare o al plurale, coniugate se verbi.
Devo dire che la cosa mi ha stuzzicata, e ho deciso di provarci anch'io. Non ero molto convinta di farcela perchè avevo solo tre giorni di tempo, ma una notte mezzo insonne mi ha aiutata. Certo non è stato facile trovare il modo di mettere insieme una storia a partire da tre parole che hanno così poco a che fare tra di loro - soprattutto mi ha messo in crisi il "divorziare", una parola così importante che rischiava di richiamare intorno a sè tutta l'attenzione. In parte anche il mio racconto ha a che fare con la separazione, ma in senso buono. Un racconto che, ho deciso, doveva essere per bambini. Certo, un paio di parole sono proprio un po' tirate per i capelli... Comunque, mi sono divertita, e visto che non ho aspirazioni da scrittrice, direi che l'importante è questo.
Ecco  dunque il mio racconto:

Lo scoiattolo innamorato
C'era una volta uno Scoiattolo che viveva su un albero nel grande giardino di una villa. Nella villa abitavano un Bambino e una Bambina, che trascorrevano ore e ore a giocare fuori. Lo Scoiattolo adorava starsene su un ramo a guardarli: erano così pieni di vita e di allegria! I due Bambini, dal canto loro, adoravano gli scoiattoli e gridavano di gioia ogni volta che scorgevano uno di quei piccoli animali correre su per i tronchi degli alberi.
Un giorno, mentre i Bambini si rincorrevano per il giardino, lo Scoiattolo vide cadere qualcosa dalla testa della Bambina. Non appena la Mamma richiamò i due piccoli in casa per la cena, lo Scoiattolo, stranamente incuriosito, scese dal suo albero per vedere di cosa si trattava: era una mollettina per i capelli, con un elegante fiocchetto rosso. Lo Scoiattolo se ne innamorò perdutamente non appena la vide. La prese e la portò subito nella sua tana, dove la sistemò nell'angolino più confortevole e le portò subito delle gustose ghiande. Ma la Molletta non rispose alle sue premure e rimase impassibile. "Pazienza , deve ancora ambientarsi", pensò lo Scoiattolo, al settimo cielo per la gioia di averla con sè. Nemmeno quando sentì il pianto della Bambina, tornata in giardino per cercare la sua mollettina preferita, si smosse: ormai era lì con lui e lui ne era gelosissimo. Mai e poi mai l'avrebbe riportata indietro.
Quella sera lo Scoiattolo si addormentò beato.
L'indomani, al risveglio, la prima cosa che fece fu rivolgersi alla sua Molletta: "Come stai? Hai dormito bene? Guarda che bel sole che splende in cielo!", e andò a prenderle altre ghiande. Ma niente. La Molletta non rispondeva, nè dava segno di apprezzare l'interessamento dello Scoiattolo. Lui però non si scoraggiava, era felice. E così chiacchierava con la sua amata, le raccontava tante cose, la portava fuori sul ramo a vedere il sole e le foglie e il bel giardino sotto di loro.
Eppure la Molletta rimaneva insensibile a tutte quelle premure. I giorni passavano ma nulla cambiava, se non che il povero Scoiattolo cominciò a sentirsi sempre più triste, perchè la Molletta non ricambiava il suo amore.
E la tristezza si tramutò poi in rabbia.
Gli amici dello Scoiattolo erano preoccupati per lui: una volta era così allegro e sereno, e adesso invece si era trasformato in un musone solitario, sempre chiuso nella sua tana. I commenti si sprecavano. La Zia Scoiattola si lamentava: "Finirà per ammalarsi, quel povero ragazzo!" Le due Scoiattole Pettegole trovavano sempre nuovi argomenti: "Ma chi si è trovato? una così snob, con la puzza sotto l'asola! Chi si crede d'essere, con quel suo fiocchettino perfettino!" Persino il Dotto - lo chiamavano così perchè usava sempre paroloni altisonanti - andò da lui per cercare di farlo ragionare: "Caro ragazzo, così non va. Va bene l'amore, ma qui è solo autolesionismo. Lasciala, finchè sei ancora in tempo, e ringrazia il cielo di non averla sposata, altrimenti ti toccherebbe divorziare, e allora sì che sarebbe una bella ghianda da pelare!"
Il nostro Scoiattolo iniziava a rendersi conto anche lui che la sua vita era cambiata, e in peggio. Aveva creduto di aver trovato la felicità, e invece la sua esistenza si era trasformata in un inferno.
Così un bel giorno decise. Prese la Molletta e la riportò dove l'aveva trovata, in mezzo al giardino. Poi ritornò sul suo albero, con una grossa sensazione di vuoto nel cuore: fa sempre male dover dire addio a un amore così grande.
Ma con il passare dei giorni, anche lui si rese conto di aver fatto la cosa giusta: si sentiva di nuovo bene, libero di scorrazzare come una volta su e giù per gli alberi con i suoi amici Scoiattoli senza doversi proccupare di come rendere felice quella Molletta dal cuore gelido.
Vi dirò di più: quando si sedeva sul suo ramo a guardare i bambini che giocavano, non provava alcun rimpianto nel vedere la Molletta tornata al suo posto sulla testa della Bambina, ma si godeva fino in fondo la sua ritrovata serenità.

6 commenti:

  1. Ciao
    ricambio a tua visita e leggo il tuo racconto.
    Ok mi hai convinto: stasera lo leggo ai miei piccoli!
    Ciaociao Scake

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao e grazie!
      Bello esserci conosciute grazie al racconto. :)
      Buona giornata!
      Lucia

      Elimina
  2. Eccomi finalmente!Devo dire che il tuo racconto mi ha davvero divertita!Me lo sono immaginata lo scoiatttolo innamorato della gelida Molletta!!!:)
    Bello!:))

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao, grazie! :)
      In effetti, pensandoci, mi chiedo da dove mi sia venuta l'idea...
      Buona giornata! :)

      Elimina
  3. Ciao Lucia,
    il tuo scoiattolo romanticamente innamorato di una mollettina mi ha fatto sorridere: trovo che l'idea funzioni e, diversamente da quanto tu hai segnalato, trovo che anche l'inserimento delle parole "obbligatorie" sia ben riuscito. Ti dirò: quello del coro di amici e parenti che cerca di dissuadere lo scoiattolo dall'amore non ricambiato mi sembra un ottimo passaggio, di quelli che ai bambini solitamente piace.
    Piacerebbe anche a me provare a leggere la favola al mio Pietro, ma mi occorrono delle illustrazioni di sostegno, senza ancora non vuole ascoltare storie.
    Se trovo una soluzione,m ti avviso ;)
    Grazie ancora per la tua partecipazione!
    Grazia

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Grazia, ti sei rimessa?
      Grazie per i tuoi commenti, sono contenta che il racconto ti sia piaciuto. Ma quindi... devo anche illustrarlo?!? La cosa si fa complicata! ;)
      Grazie a te per aver proposto questo bell'esercizio, mi sono divertita!
      A presto,
      Lucia

      Elimina